"Gaia io canterò, la madre universale,
dalle salde fondamenta, antichissima,
che nutre tutti gli esseri, quanti vivono sulla terra;
quanti si muovono sulla terra divina o nel mare
e quanti volano, tutti si nutrono dell'abbondanza che tu concedi"
("A Gaia", Inni Omerici)
venerdì, 22 febbraio 2008
alle 12:32 Ithilel ha sussurrato alla luna
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mercoledì, 23 gennaio 2008
alle 18:28 Ithilel ha sussurrato alla luna
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lunedì, 01 ottobre 2007
alle 00:40 Ithilel ha sussurrato alla luna
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“… Un incanto che potrebbe diventare un piccolo atto di magia femminile, ovvero un atto che potrebbe essere simile a ciò che facevano nei tempi antichissimi le seguaci e le devote della Grande Madre.
Chi intendesse veramente nel modo giusto questo genere di cose, potrebbe forse danzare per la luna, o bagnarsi in un torrente dalle acque limpide o correre lungo un piccolo sentiero che attraversa un bosco antico, o rimanere sdraiata sull’erba contemplando i piccoli fiori di campo, riuscendo a percepire la propria anima che canta nel profondo si se stessa ed intendendo il vero senso della parola incanto. …”
Il Giudizio della Donna - Ada d’Ariès
martedì, 18 settembre 2007
alle 22:38 Ithilel ha sussurrato alla luna
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The song of Axieros
Non di padre nè di madre
fu il mio sangue, fu il mio corpo.
Mi formai da nove fiori
fiori d'ortica, di quercia e di rovo
nove poteri di nove fiori
nove poteri combinati in me.
Lunghe e bianche sono le mie dita
come la nona onda del mare.
Ho suonato a Lloughor
ho dormito nella porpora
la mia corona è di rossi gioielli
conosco molte canzoni
la mia tunica è tutta rossa
ma non profetizzo alcun male.
Un milione di angeli
sono sulla punta del mio coltello.
Sono un vento su un lago profondo
sono una lacrima che il sole lascia cadere
sono un falco alto sulla scogliera
sono una spina sotto l'unghia
sono una collina dove camminano i poeti
sono una marea che trascina alla morte.
(Blodeuwedd's song)
giovedì, 28 giugno 2007
alle 20:49 Ithilel ha sussurrato alla luna
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La Comunicazione con la Madre

"Solo chi ha l'anima luminosa può entrare nel sogno della Grande Dea. Le antiche Donne in ogni loro vita impararono e riimpararono a renderla lucente come uno specchio d'argento e limpida come l'acqua di una fontana.
Giorno dopo giorno resero immune la loro anima da ogni oscurità, estirpando le male piante dei cattivi sentimenti, così come un bravo contadino toglie dal suo orto le erbe infestanti per avere un buon raccolto.
La resero capace di dominare i pensieri che i poveri uomini normali credono che rappresentino il centro ed il fulcro della loro esistenza .
La resero capace di non farsi distrarre od affascinare dalle mille artificialità che continuamente vengono create per catturare l'interesse delle persone.
La resero sempre più simile alla grande anima della Madre fino al punto in cui Essa poté specchiarsi in loro ed illuminarle di un magico biancore, come la bianca luce della Luna fa con le acque pure dei laghi incontaminati dell'alta montagna.
Sempre più facilmente l'antica Dea poté sentirle parte del suo sogno, dato che esse cercavano sempre di più la comunione totale con Lei.
E ad un certo punto si resero conto, provando per questo motivo una gioia infinita, di essere parte di Lei, così come erano parte di Lei tutte le cose buone e reali che ancora erano nel mondo e che ancora venivano sognate amorosamente dalla Madre."
Da La voce dell'antica Madre - Ada d'Ariès
Dedicato ad una Sorella di tante vite...
lunedì, 18 giugno 2007
alle 00:53 Ithilel ha sussurrato alla luna
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Frammenti di Beltane...
Il nostro luogo sacro...

L'Altare...

Gli Elementi...




E ciò che è due diventa uno
nell'eterna unione degli opposti...
domenica, 06 maggio 2007
alle 19:32 Ithilel ha sussurrato alla luna
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.:: Il Potere di Tre Donne ::.

Non esistono le coincidenze, tutto quello che succede ha una sua spiegazione .. 3 Donne si sono incontrate un inverno di due anni fa, era destino che fosse quel giorno, stranamente non ci sono state barriere, non c'è stata diffidenza, abbiamo aperto i nostri cuori e ci siamo fidate. Da quel lontano giorno è nata una stupenda amicizia, che va al di là del tempo e dello spazio .. abbiamo finalmente chiuso un cerchio che da tempo era aperto .. NOVE anni tra la più piccola e la mezza, NOVE tra la mezza e la più saggia, una sola iniziale per entrambe, la *C* .. cosi diverse tra di noi, ma troppo uguali per non vederlo!
Siamo Sorelle, non nel sangue, ma nello spirito, il nostro potere è forte quando siamo insieme, direi quasi devastante .. pena mi fa l'uomo che incrocia il nostro cammino e non si dimostra degno con le sue bugie ... perchè da quell'incontro la sua vita cambierà ... .
lunedì, 23 aprile 2007
alle 14:47 Ithilel ha sussurrato alla luna
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La Voce della Madre

Le poche Donne che ancora potevano percepirono l'amore della Dea e con queste parole lo manifestarono a chi le volle ascoltare, in modo che altre intendessero il messaggio che avevano ricevuto.
"Siate felici e libere, amate figlie, così come foste quando nei tempi antichi eravate le mie sacerdotesse.
Rimanete fedeli anche oggi alla gioia ed all'amore che allora donavate agli uomini e alle donne che ascoltavano con rispetto la vostra ieratica voce.
Che importa se più nessuno vi ascolta.
Che importa se più nessuno vi obbedisce nè vi porta doni per implorare, tramite voi, la benevolenza della Dea.
La gioia, l'amore e la libertà rimangono virtù eccelse ed il coltivarle in voi stesse basta a riempire la vostra vita di un senso che nessuno più conosce.
Continuate a difendere le vostre antiche virtù di sacerdotesse, anche se da tutti siete state dimenticate.
è meglio essere sole ed ignorate che conosciute da gente indegnae piena di sentimenti d'invidia o di odio nei confronti della vostra libertà e della vostra gioia.
Ma non dimenticate mai chi vi è nemico e vorrebbe che voi non esistesse più.
Non cedete mai all'oscurità, al desiderio di violenza, alla tristezza e all'artificialità che ben conoscono i vostri nemici, dato che se lo faceste diverreste come loro e non potreste più udire la mia voce.
Quante figlie ho perso e da quante sono stata tradita.
Quante hanno coltivato in sè, invece delle virtù femminili per mezzo delle quali è facile essere in sintonia con Me, i peggiori difetti delle donne, la volubilità, l'incostanza, la debolezza,l'invidia, la gelosia e tutti quei modi d'essere che allontanano da ciò che è divino.
Quante si sono arrese alle nuove mode, alle nuove religioni od ai nuovi modi di giudicare ci ch è giusto e ciò che non lo è, rinnegandoMi ed arrivando a pensare che Io non esista.
Eppure è facile sentirMi per chi sà specchiarsi nella candida luna o nel ghiaccio terso di un laghetto di montagna.
è Facile nutrirsi nel profondo della foresta, nelle grotte ricamate di cristalli lucenti, nella vastità del mare azzurro, nei fiori dai mille colori, nella gioiosa semplicità degli animali selvaggi.
Come essi voi siate sempre semplici e non reprimete i vostri buoni istinti naturali.
Così facendo Mi rimarrete fedeli.
Non arrendetevi mai alla tristezza, alla volgarità, alla presunzione, all'arroganza e ai cattivi sentimenti che in questi tempi sono padroni delle anime di tante persone.
Così facendo Mi rimarrete fedeli.
E soprattutto tenete viva la bambina che è in voi, dato che essa è la vostra parte più vera.
è quella bambina he Mi può capire veramente ed è con lei che Mi piace parlare.
è lei che sa sorridere e giocare come fanno i cuccioli degli animali, senza pensieri, cattivi sentimenti, presunzioni e preoccupazioni.
è lei che spontaneamente sa di fare parte della natura e che gioisce delle sue semplici manifestazioni, della primavera, della pioggia, del sole, della luna, delle stelle.
è lei che sente gli animali come amici e con essi può dialogare facendo i loro stessi teneri versetti.
è lei che quando cammina a quattro zampe o si rotola nei prati, come mai farebbero le personeserie e benpensanti, si rende a loro così simile da sembrare un adorabile piccolo animale gioioso.
Non annoiate e non annichilite quella cara bambina con pensieri, ragionamenti, regole morali, divieti, artificialità, problemi e doveri.
Non trattenetela, non angustiatela e non ditele cosa deve e cosa non deve fare, dato che così agendo vi comportereste come una serva che vuole dare degli ordini ad una principessa.
Solo intendendo lei, solo facedovi guidare da lei, solo sottomettendovi a lei, potrete percepire la vostra anima e la vostra essenza immortale.
Solo essendo soprattutto lei, sarete sempre giovani, anche quando i vostri capelli saranno diventati bianchi.
Ed è per questo che io amo lei in voi soprattutto."
tratto da La Voce dll'Antica Madre
di Ada d'Ariès
domenica, 22 aprile 2007
alle 15:59 Ithilel ha sussurrato alla luna
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" Ogni albero ha, sottoterra, una versione primaria di se stesso. Sotto la terra il venerabile albero custodisce un albero nascosto, ancorato a radici vitali che attingono incessantemente ad acque invisibili. Da queste radici, l'anima nascosta dell'albero spinge l'energia verso l'alto, così che la sua vera e più audace e sapiente natura sbocci in superficie.
Così, anche, la vita di una donna. Come un albero, qualunque sia la sua condizione al di sopra del terreno, smagliante o sofferente... sottoterra vive una donna nascosta che accudisce la scintilla d'oro, l'energia luminosa, la fonte di spiritualità che mai si spegne. La donna nascosta si prodiga sempre per spingere questo essenziale slancio vitale... verso l'alto attraverso la terra cieca, per nutrire la sua parte superiore e il suo mondo alla sua portata. I suoi tempi di espansione e di reinvenzione dipendono da questo ciclo. "
tratto da La danza delle grandi madri
di Clarissa Pinkola Estès
venerdì, 13 aprile 2007
alle 17:40 Ithilel ha sussurrato alla luna
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Di ritorno dai festeggiamenti per Oestara, era tanto tempo che non si stava così bene.
Mi ero quasi dimenticata delle vampate di calore e i brividi alla schiena dovuti all'energia all'interno del cerchio. Durante la celebrazione si è anche inserito un rito di guarigione per una giovane ragazza colpita da un brutto male, speriamo che questa pura energia le arrivi limpida e presto.
Purtroppo il tempo non ha permesso di celebrare all'aperto, strana primavera... ; ma è stato ugualmente molto bello e intenso.
Di seguito due foto dell'altare.


E ancora ringrazio gli Dei di averci fatto incontrare, di nuovo, care Sorelle... .
domenica, 25 marzo 2007
alle 21:59 Ithilel ha sussurrato alla luna
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"..Ogni donna che riscopre la Madre, in fondo, riacquista una sua sovranitá."
Si ringrazia Lys , sorella in Avalon, per questa meravigliosa verità...
domenica, 18 marzo 2007
alle 22:06 Ithilel ha sussurrato alla luna
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venerdì, 22 dicembre 2006
alle 02:17 Ithilel ha sussurrato alla luna
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Nuovo anno, nuovo giro di ruota...
Da bruciare nel calderone:
- pigrizia
- insicurezza
- eccessiva accondiscendenza
- paure
- incostanza
nuovi semi:
- far valere le proprie ragioni
- imporsi quando si è nel giusto
- seguire i miei desideri
- rispettarmi ogni giorno
- prendere sempre delle decisioni chiare
- avere la forza di affrontarne le conseguenze
mercoledì, 01 novembre 2006
alle 12:43 Ithilel ha sussurrato alla luna
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"La chiamano la Donna Selvaggia perchè il suono di queste due parole riecheggia quel llamar o tocar a la puerta, quel fiabesco bussare alla porta della psiche femminile profonda. Llamar o tocar a la puerta alla lettera significa suonare lo strumento del nome per far aprire una porta. Significa usare parole che intimano l'apertura di un passaggio. Da qualunque cultura sia influenzata, la donna comprende intuitivamente le parole donna e selvaggia.
Quando le donne odono queste parole queste parole, un'antica, antichissima memoria si rimescola e torna in vita. La memoria è della nostra assoluta, innegabile e irrevocabile affinità con il femminino selvaggio, una relazione che può essere diventata spettrale per negligenza, sepolta dall'addomesticamento eccessivo, messa fuori legge dalla cultura circostante, o non più compresa per niente. Possiamo aver dimenticato i suoi nomi, possiamo non rispondere quando chiama i nostri, ma nelle ossa la conosciamo, ci struggiamo tendendo a lei; sappiamo che lei ci appartiene e che noi apparteniamo a lei."
(tratto da Donne che corrono coi Lupi C.P. Estés)
martedì, 05 settembre 2006
alle 12:04 Ithilel ha sussurrato alla luna
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Articolo proveniente dal sito dell'Associazione culturale Bribrax
Il Gesù delle origini era un Dio pagano?
Ai tempi di Cristo in tutto il bacino del Mediterraneo, dove si propagò per primo il cristianesimo delle origini, erano diffusi i misteri pagani, ovvero religioni dietro il cui cerimoniale pomposo e superficiale si celava una spiritualità esoterica.
Al cuore dei misteri c'erano miti concernenti la morte e la resurrezione di un semidio noto con molti nomi diversi. In Egitto era chiamato Osiride, in Grecia Dionisio, in Asia Minore Attis, in Siria Adonis, in Italia Bacco, in Persia Mitra.
Fondamentalmente tutti questi semidei corrispondevano ad un solo essere mitico che a detta dei filosofi del tempo e dei secoli a venire raccontava una storia allegorica dell'esperienza spirituale umana. Ciascuna cultura poi ha arricchito il mito con particolari "locali" lasciando però invariato il racconto ed il messaggio "centrale", l'anatomia del mito.
Analizzando e confrontando la vita di Gesù, raccontata dai vangeli, si può verificare che possiede tutte le caratteristiche del racconto perenne tramandato dai miti citati in precedenza.
Nei racconti di Osiride-Dionisio (cioè in ogni mito precedentemente citato) si ritrovano questi ben noti passi "biografici" del Cristo:
Queste sono solo alcune delle analogie tra miti pagani e la storia di Gesù. Sono così tante che quasi non rimane altro della "biografia" di Cristo.
Ma perchè queste conoscenze non sono di pubblico dominio?
Ovviamente perchè la chiesa romana primitiva fece tutto ciò che era in suo potere per impedirci di percepirle. Distrusse sistematicamente la letteratura sacra pagana in un brutale programma di sradicamento dei misteri. Anche se ai nostri occhi possono risultare soprendenti agli occhi dei lettori del tempo tali somiglianze tra la nuova religione e gli antichi misteri dovevano risultare del tutto evidenti. I critici pagani del cristianesimo infatti, come l'autore di satire Celso, lamentavano che non fosse altro che un pallido riflesso delle loro antiche dottrine.
I primi padri della chiesa, come Giustino Martire, Tertulliano e Ireneo (tra i più tremendi insabbiatori della storia) erano ovviamente turbati e fecero appello alla "spudorata" pretesa che queste somiglianze fossero il risultato di una diabolica imitazione. Sì! Incredibilmente accusarono il diavolo di "plagio per anticipazione" cioè di aver copiato la storia di Gesù prima che accadesse!!
Ma la somiglianza rimane.
Prima che avvenisse "l'insabbiamento", prima che la chiesa romana per ragioni politiche decidesse per l'"unica religione, l'unico dio" esistevano innumerevoli correnti del cristianesimo. La teologia ortodossa accettò poi la corrente letteralista cancellando ogni altra fonte disponibile.
La più "pericolosa" perchè considerata pagana era la corrente gnostica, i cui scritti furono ritrovati solo a partire dalla metà del 1700 ma pubblicati solo nel XIX secolo; l'ultimo importante ritrovamento di testi gnostici avvenne nel 1945 a Nag Hammadi.
Ovviamente loro era la pretesa di conoscere il vero significato dell'insegnamento cristiano.
Lo gnosticismo è difficile da riassumere a parole e all'interno della corrente gnostica ci furono differenti movimenti tra i quali però ci fu accordo su 4 elementi:
1) L'uomo può accedere per conoscenza diretta, personale ed assoluta all'autentica verità dell'esistenza, anzi il raggiungimento di tale sapere è lo scopo principale della vita. La comprensione dello gnosticismo non passa attraverso il pensiero razionale la gnosi era un'esperienza rivelatrice creativa, una progressione impetuosa verso la comprensione, non un credo statico.
2) Come suggerito dal critico letterario Harold Bloom questa corrente di pensiero "è una conoscenza di e da parte di un sé increato, o un sé all'interno del sé, e questa conoscenza conduce alla libertà". Per dare una spiegazione più chiara, la principale percezione rivelatrice che uno gnostico poteva sperimentare era la profonda sensazione di risveglio che accompagnava la consapevolezza che dentro di lui ci fosse qualcosa di increato ovvero il seme divino, la perla, la scintilla della conoscenza, fatto della stessa sostanza di Dio.
3) L'esperienza gnostica era mitopoietica: nella stora e nella metafora, e forse anche negli atti rituali, cercava di esprimere intuizioni sottili e visionarie, inesprimibili con proposizioni razionali o affermazioni dogmatiche.
4) Pur affermando l'unità e l'integrità fondamentali del divino lo gnosticismo immagina Dio come una diade di elementi maschili e femminili, cioè come un'unione di due nature distinte. Come per i pagani anche per gli gnostici l'equilibrio delle forze era la base di un'esistenza armonica. Cristo venne per porre rimedio alla separazione ed unire i due elementi.
Ma è veramente credibile che un popolo con una mentalità tanto ristretta e così risolutamente avverso al paganesimo come quello ebraico abbia adottato i misteri pagani? e che un mito consciamente creato sia stato alla fine accolto come storia?
Gran parte delle antiche culture mediterranee fece propri gli antichi misteri, adattandoli alle inclinazioni nazionali, forse allo stesso modo gli inziati ai misteri ebraici ricrearono il potente simbolismo dei miti di Osiride e Dionisio in un proprio mito, di cui Gesù era l'eroe. Così forse la storia di Cristo non sarebbe affatto una biografia, ma una creazione intenzionale delgi gnostici ebraici finalizzata alla trasmissione di insegnamenti spirituali codificati, Come nei misteri pagani, l'iniziazione ai riti esoterici avrebbe rivelato il significato allegorico del mito.
Si può supporre che i non iniziati a tali misteri abbiano finito con il considerare erroneamente il mito di Gesù come un fatto storico, dando così origine al cristianesimo letterale.
Forse solamente un pregiudizio culturale ci ha indotti a vedere nella storia di Gesù il culmine letterale dei suoi numerosi precursori mitici.
In fondo perché considerare Mitra e Dionisio solo miti ed invece credere come fosse storia realmente accaduta il racconto di un semidio nato da una vergine, che cammina sulle acque, trasforma l'acqua in vino e che dopo essere morto risorge?
Autore Faia 'na Bel Pubblicato il 02/03/2005
martedì, 14 marzo 2006
alle 22:44 Ithilel ha sussurrato alla luna
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"[...] Ma perché cerchiamo tanto affannosamente le streghe?
Andiamo , giudici, vi dirò io, in quattro e quattr'otto, dove sono. Prendete i cappuccini, i gesuiti e tutti i religiosi, torturateli, e confesseranno. E se non vi basta mettete le mani sui prelati, sui canonici, sui dottori, e confesseranno. Come potrebbero resistere questi poveri, delicati signori? Così saremo tutti colpevoli di magia... [...]"
(Eveline Hasler - "La strega bambina")
martedì, 20 dicembre 2005
alle 15:44 Ithilel ha sussurrato alla luna
commenti (6)
...Aspettando Shamain...
E un altro anno è scivolato via, così, senza accorgermene, ma portando con se tanti cambiamenti e nuove consapevolezze; in me, negli altri.
Sono cosciente di stare atraversando uno dei perdiodi più importanti nella vita di una persona, periodo di scelte che saranno fondamentali per il futuro, periodo che emotivamente sento davvero tanto... . Confusione, precarietà, forti strattoni fra serenità e angoscia, come scosse sismische di assestamento, che la terra affronta, prima di trovare un uquilibrio. Ci siamo passati tutti, chi prima, chi dopo e chi ancora. Bisogna riuscire a comprendersi e capire cosa davvero si vuol fare, della propria vita... .
mercoledì, 19 ottobre 2005
alle 15:15 Ithilel ha sussurrato alla luna
commenti (1)
Siamo terra d'autunno...
Saggezza di attendere il tempo...
Quel tempo che non ci aspetta, egoista, "fate di me ciò che meglio credete, ma non contate io mi fermi per voi".
Seneca, nella sua opera "De brevitate Vitae", sosteneva che la nostra esistenza sulla terra fosse lunga solo se vissuta degnamente e il tempo speso nel miglior modo possibile; l'esempio del saggio era dunque l'icona da imitare in quanto il suo fosse il "vivere per eccellenza".
Saggezza... arte del saper valutare, arte del saper capire il tempo... .
Si nasce saggi o lo si può diventare solo con l'esperienza? ma l'esperienza implica anche sbagliare e un saggio in quanto tale non può sbagliare; allora la saggezza è una dote acquisita col tempo o come da sempre la si considera, intrinseca nella persona? e soprattutto, quant'è difficile non oltrepassare quel confine che delimita la Saggezza dalla Follia... .
In Medio stat Virtus...
lunedì, 26 settembre 2005
alle 15:27 Ithilel ha sussurrato alla luna
commenti
Osservo i campi bruciare con il restante vecchio raccolto... il fuoco prepara la terra ad un nuovo inizio... .
Più volte, nell'ultimo mese, nelle ultime settimane, mi sono chiesta il perchè del mio stato d'animo, della mia apparente vulnerabilità, della momentanea e superficiale staticità, questa voglia di inizi; Profondo movimento di terra, perchè io sono la terra, tutte lacrime, mai prima piante, hanno purificato, come il fuoco con i campi, il mio corpo e la mia anima, per prepararlo ad un nuovo raccolto ed a breve inizieremo a muoverci per piantare questi nuovi semi... .
Non finirò mai di stupirmi della nostra simbiosi tra donna e terra, non abbiamo bisogno di conferme, perchè siamo noi stesse la conferma di tutto ciò.
mercoledì, 21 settembre 2005
alle 11:58 Ithilel ha sussurrato alla luna
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"[...]Fuggite lontano dai seduttori vanesi ed insistenti, da coloro che vi guardano coltivando in loro desideri lubrichi ed oscuri, da coloro che amano compiacersi del numero di donne che hanno sedotto e che di ciò si vantano con gli amici. E soprattutto tenetevi lontano da quelli che vorrebbero aiutarvi, vorrebbero insegnarvi, vorrebbero essere vostri maestri.
Nessun maschio può insegnare alcunchè alle mie amate figlie, dato che, riflettendosi in esse la Mia sapienza, sono infinitamente più sagge, più vere, più profonde e più eccelse di qualsiasi maestro o pseudo maestro, che potrebbe essere così cieco da poter pensare di spiegare loro alcunchè.
Così agendo sarete tranquille e serene come un'antica foresta mai violata dalle asce degli uomini e soprattutto sarete ben al disopra del compiacimento e della vana gloria di chi ama far sapere che sà.[...]"
(Tratto da: "La Voce dell'Antica Madre" di Ada d'Ariès)
lunedì, 12 settembre 2005
alle 23:15 Ithilel ha sussurrato alla luna
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[...]A quei tempi,
spesso, passeggiando da sola nel giardino,
era avvenuto che mi s'avvicinasse alle spalle senza far rumore la luna, e d'improvviso mi tappasse con le due mani gli occhi domandando: "Chi sono?".
"Non so, non so", rispondevo perchè lo richiedesse.
Ma lei non ripeteva la domanda. Disserrava le dita. Mi voltavo.
Faccia a faccia, noi due. la sua guancia fresca
contro la mia guancia; e il suo sorriso pieno - glielo strappavo e via di corsa;
lei mi rincorreva intorno alla fontana.
Una notte
mi sorprese sul fatto mia madre: "Con chi stai parlando?".
"Rincorrevo il gatto per impedirgli di mangiare i pesci rossi" risposi.
"Stupida",
disse mia madre: "Non crescerai mai". Proprio in quel mentre,
il gatto mi strusciò davvero sui piedi. Un grande pesce rosso si lanciò fuori dalla fontana. Il gatto l'afferrò
e si nascose tra le rose. Gridai. Lo rincorsi -
(avevo paura che mi mangiasse una mano della luna); mia madre mi credette.
Avviene sempre così. Non sappiamo come comportarci,
come parlare, a chi, e che cosa dire.
Restiamo soli con invisibili travagli, in invisibili guerre, senza vittoria né sconfitta, con una moltitudine d'invisibili nemici o, semmai, di ostilità. E nel contempo
con una folla d'alleati - invisibili anch'essi - come la luna
del vecchio giardino, come il pesce rosso
e perfino il gatto.
(Tratto da: Crisòtemi
, di Ghiannis Ritsos)
sabato, 27 agosto 2005
alle 17:54 Ithilel ha sussurrato alla luna
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Nel Giardino della Dea

Un Sacerdote e una Sacerdotessa furono chiamati al tempio della Dea. In un grande cerchio nel mezzo della foresta fitta di alberi essi innalzarono i loro pensieri al Cielo e richiamarono i sacri nomi, implorando udienza nientemeno che con la Signora in persona.
La Dea apparì dinanzi a loro, scegliendo la forma delicata di una donna nuda, formosa, con capelli disordinati aggrovigliati con rovi e spine, fiori intrecciati attorno alle sue caviglie e polsi, una luna crescente tatuata sulla fronte.
Luccicante e splendida da ammirare, la Dea si avvicinò al Sacerdote e alla Sacerdotessa, sorridendo a loro con un'espressione luminosa come i raggi del Sole, delicata come la soffice luce della Luna. Davanti a loro la Dea era, alta e imponente, eppure così dolce e amichevole.
"Chi ha bisogno di me?"
Il Sacerdote e la Sacerdotessa schermarono i propri occhi dallo splendore. "Ti abbiamo chiamata, Grande Madre, dalle profondità del cielo, perchè abbiamo bisogno di conoscere il nostro scopo nella vita. Dicci, Grande Madre, in cosa possiamo servirti?"
La figura della Dea acquistò magnificenza e sembrò che la sua luminosità crescesse all'infinito. Ella allargò le braccia, come per abbracciare, e si indirizzò ai sui figli con voce amorosa e compassionevole. "Voi mi avete chiamato nelle lingue sacre dei vostri antenati. Voi vi siete avvicinati a me nel cerchio sacro immerso così profondamente nel mondo naturale per vedere il mio volto. Voi mi avete amato in modo così puro dalla più remota profondità del vostro cuore. Così io sono venuta davanti a voi ad illuminare le vostre menti e farvi sapere che la vostra vita non è stata vana".
"Tutto il mondo è il mio corpo, e tutto il mio corpo è un tempio, risuonante di milioni di voci, ognuna delle quali è la mia voce, e milioni di sentieri, ognuno dei quali conduce a me. Ognuno di voi sarà una luce nel mio tempio, nessuna più luminosa di nessun'altra; ognuno la sua propria luce, ognuno la sua propria fiamma. E tutti assieme illuminerete tutto il mondo, e penetrerete con la luce anche nei luoghi più oscuri, in modo tale che anche le ombre riluceranno della mia gloria. Perchè io sono la Grande Dea, la Custode del Cielo e della Terra, colei nota con diecimila nomi".
Il Sacerdote coprì la sua faccia e cadde sulle ginocchia davanti alla gloria della Dea, ma la Dea rise e gli ordinò di alzarsi. "Perchè ti inginocchi a me, figlio mio?".
Il Sacerdote, umile di fronte alla presenza divina, abbassò la sua testa con reverenza. "Grande Madre, io sono umile di fronte a te perchè tue sono la forza e la gloria e io sono solo un tuo servo".
Ma la Dea rise divertita e carezzò sulla guancia il suo servo. "Io sono la stessa Dea che hai conosciuto nelle querce che perdono le loro foglie nella durezza invernale. Io sono la stessa Dea i cui occhi vedi rispondere al tuo sguardo quando lo incroci con quello della tua amante. Io sono la stessa Dea che ti bisbiglia nell'orecchio con voce portata dal vento. E dimmi, mio Sacerdote, ti inginocchi forse dinanzi a queste cose, o le fronteggi con orgoglio, accettandole con gioia nel tuo cuore?".
Il Sacerdote fu toccato da questa rivelazione, ma la confusione ancora era in lui. "Ma Signora, queste cose che hai menzionato - la quercia che muore, l'amante che può smarrirsi e il vento che strazia il mare, divorando le navi che solcano le acque - queste cose sono volubili e momentanee. Come puoi dirmi che tu, infinita ed eterna, puoi essere rappresentata da queste cose?".
La Dea sorrise al suo Sacerdote e gli indicò il Sole. "Il Sole dà la luce al tuo mondo, il calore che gli occorre per portare la vita in tutti quelli che abitano sulla sua superficie. Eppure, anche il Sole un giorno si dissolverà , e il tuo mondo con esso. Ma ora, in questo momento, il Sole è il mio ambasciatore. è un ambasciatore meno importante semplicemente perchè un giorno svanirà ? Pensa alla mia gloria in questo modo - semplicemente come la fine di un momento del tuo piacere. Se io mi rivelassi a te come sono, tu non comprenderesti, e il mio splendore e la mia gloria, che io condivido con tutti i miei figli, sarebbero perduti".
La Sacerdotessa alzò le sue mani, il suo sguardo rivolto verso la Dea, compiacendosi della luce e dello splendore della sua presenza. "Grande Madre", sussurò, "Cosa dovremo dire a chi ci chiederà chi ci manda?".
La Dea ci pensò su un attimo, poi rispose solennemente, "Dite loro che siete stati mandati dalle profondità della Terra e dalle altitudini del Cielo. Dite loro che la vostra Dea è l'amore e la luce della vita. E dite loro che io sono dinanzi a voi con innumerevoli apparenze".
La Sacerdotessa tremò pensando a ciò che sarebbe stato. "Ma cosa risponderò a chi dirà che il tuo è un sentiero di oscurità?".
A questo la Dea alzò la testa e si fece una grassa risata. "Dite loro che la mia mano destra è la luce e che la mia mano sinistra l'oscurità , e che io non taglierei mai la mia mano sinistra come non taglierei mai la destra. Dite loro che entrambe le mani sono necessarie per sostenere il mondo e che la mia mano sinistra scherma il mondo dall'accecante splendore della destra".
mercoledì, 24 agosto 2005
alle 12:56 Ithilel ha sussurrato alla luna
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martedì, 23 agosto 2005
alle 16:32 Ithilel ha sussurrato alla luna
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lunedì, 01 agosto 2005
alle 19:34 Ithilel ha sussurrato alla luna
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mercoledì, 22 giugno 2005
alle 16:08 Ithilel ha sussurrato alla luna
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martedì, 21 giugno 2005
alle 21:59 Ithilel ha sussurrato alla luna
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"Grande è il mistero della vita
infinito l'amore di una madre.
Dea che da fanciulla diventasti donna, porti ora in grembo il tuo figlio, come la terra i suoi frutti,
abbraccia il nostro cerchio, bacia le nostre fronti.
Dio che sei Sole, la tua luce è calore e linfa vitale, non più combattente ma Re vincitore,
abbraccia con i tuoi raggi il nostro cerchio, fa scorrere nlle nostre membra la tua energia.
Dei vi invochiamo come Madre e Padre.
proteggete i nostri passi, benedite il nostro capo."
alle 12:12 Ithilel ha sussurrato alla luna
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giovedì, 24 febbraio 2005
alle 15:09 Ithilel ha sussurrato alla luna
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Lunatique
" Un passo per la Luna vecchia, (Davide Van De Sfroos) .::Frammenti::.
Adore me
sembrarti indecente parlarti all'orecchio dicendoti niente Trattami come se fossi una Dea Trattami come se fossi una Dea Una bambina impertinente Una bambina impertinente " (Bambina Impertinente - Carmen Consoli)
ninfa.impertinente@gmail.com ninfa.impertinente@hotmail.it
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www.madredea.comBattiti d'ali
![]() Io, Strega
(Ithilel - Pagana )
Danza di Luna
CURRENT MOON "Gobba a levante Luna Calante, Goba a Ponente,
Luna crescente" Novilunio - Anziana:
Luna di Maggio - Luna dei Fiori 19-20-21 Maggio La Sacra Ruota
" Quattro volte l'anno, con Samhain, Imbolc,
Sabbat: Samhain (31 ottobre); Segue
Yule, il Solstizio d' Inverno (21 dicembre); Imbolic (2 frebbraio);
Ostara, Equinozio di primavera (21 marzo); Beltane (30 aprile); Litha,
Solstizio d'Estate (21 giugno); Lughnassadh ( 1° Agosto); Mabon, Equinozio
d'autunno (21 settembre)
Esbat: Luna del Lupo (Gennaio),Luna
di Ghiaccio (Febbraio), Luna del Seme (Marzo), Luna della Lepre (Aprile)
Luna dei Fiori (Maggio), Luna dell'Idromele (Giugno), Luna delle Erbe
(Luglio), Luna del Grano (Agosto), Luna del Raccolto (Settembre), Luna
di Sangue (Ottobre), Luna Matta (Novembre), Luna di Quercia (Dicembre),
Luna Blu (Variabile)
Mela?
" Come una dolce mela rosseggia alta sul ramo più alto: non l'hanno vista i coglitori". "Oh, si, l'hanno vista, ma non hanno potuto raggiungerla". (Saffo) " La Donna, nel paradiso terrestre, ha morso il frutto dell'albero della conoscenza dieci minuti prima dell'uomo: da allora ha sempre conservato quei dieci minuti di vantaggio." (Alphonse Karr) " Spesso la Donna è cuoca in salotto, puttana in cucina e signora a letto." (E. Flaiano) " Dagli occhi delle Donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo." (W. Shakespeare) " Non si nasce Donne: si diventa." (Simone de Beauvoir) " E' incredibile come un bipede di genere femminile possa ridurre un uomo." (Totò - "Ogni limite ha una pazienza") " Le Donne non sono sufficientemente alla pari con gli uomini, così dobbiamo renderci indispensabili. Dopo tutto, abbiamo l'arma più grande nelle nostre mani: siamo donne." (Maria Callas) " Oh! cuor di tigre nella pelle d'una Donna " (W. Shakespeare) " Le Donne ed i Gatti faranno ciò che vogliono, gli uomini ed i cani dovrebbero rilassarsi ed abituarsi all'idea " (R. A. Heinlein) " Ma io come Giuda sò vendermi nuda, la strada conosco attirarti nel bosco " (Fiorella Mannoia - Caffè nero bollente) Feel in feline
" Leghiamo nastrini colorati intorno ai loro colli o piccoli campanelli tintinnanti e pensiamo che siano dolci e insulsi. E' un'illusione curiosa poichè il gatto è un animale salvaggio come nessun altro al mondo. " ( Alan Devoe ) " Vede un uccello, emette un suono curioso, si appiattisce, striscia come un serpente, corre senza badare dove mette i piedi. I suoi occhi iniziano a danzare. " ( Emily Dickinson ) "Il gatto è stato descritto come l'animale perfetto. l'acme della perfezione muscolare e l'esempio supremo nel regno animale di coordinazione tra mente e muscoli." ( Roseanne Ambrose-Brown ) " Ogni seduzione è felina. Come se le apparenze si mettessero a funzionare da sole ed a concentrarsi senza fatica." ( J. Baudrillard ) "Ho visto un gatto bellissimo. Era seduto con le zampe anteriori appaiate. Poi si è completamente avvolto nella propria coda formando un cerchio perfetto." ( Anne Morrow Lindbergh ) " Agli occhi dei gatti tutto appartiene ai gatti." ( Proverbio Inglese ) " Come quell' enormi sfingi distese per l'eternità in nobile posa nel deserto sabbio, essi scrutano il nulla senza curiosità, calmi e saggi. " ( Charles Baudelaire ) " Dormi, dormi, gatto notturno con i tuoi riti di vescovo ed i tuoi baffi di pietra: ordina tutti i nostri sogni. " ( Pablo Neruda ) " Il tempo del gatto è perfetto, si allarga e si stringe come la sua pupilla, concentrico e centripeto, senza precipitare in alcun affannoso stillicidio." ( Claudio Magris ) " Il gatto che va costantemente solo e un luogo per lui equivale a un altro, e se guardi bene la notte potrai vederlo camminare, coda al vento, solo nella sua selvaggia solitudine, giusto come ha sempre fatto. " ( Rudyard Kipling ) " Il gatto è sicuro di sé, non attende niente e non dipende da nessuno, si basta. " ( Claudio Magris ) What's in my bag??!
On my Desk
Shhhh... ascoltami
Voci nel silenzio. Confuse. Resto muta. Inerme. Cosa senti? Categorie
Incisi nella memoria
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