APPELLO
Da AgireOra network : Aiuto per una colonia di 150 gatti a Roma
Da ben nove anni MariaGrazia, una ragazza romana, si occupa da sola di una colonia di 150 gatti che dista ben 12km da casa sua. Ultimamente ha avuto dei problemi di salute che le impediscono di guidare il motorino con il quale era solita raggiungere la colonia anche d'inverno ed è perciò costretta a farsi accompagnare per curare questi animali che senza di lei sarebbero perduti. E' sola ed è sfinita e l'unica cosa che le permette di stringere i denti è il suo amore per gli animali.
domenica, 25 febbraio 2007
alle 13:02 Ithilel ha sussurrato alla luna
commenti (1)
Petizioni da poter firmare on-line.
A cura dell' O.I.P.A. Italia :
- Randagismo in Sardegna: per non dimenticare Kira
- Per migliorare le condizioni del canile comunale di Salerno
giovedì, 15 febbraio 2007
alle 23:10 Ithilel ha sussurrato alla luna
commenti (7)
La Vergine e la Madre
“ O Madre Universale, che sorreggi
con le tue eterne e profonde fondamenta,
più antica delle cose, Grande Terra, Io canto a Te!
Tutte le forme che hanno la loro dimora in mare,
tutte le cose che volano, o sulla divina terra
vivono, si muovono, e lì sono sfamate… queste sono tue;
Loro con la tua ricchezza si sostengono; da te
biondi neonati nascono, e frutti maturi e appesi
su ogni albero, Divinità riverita!
La vita degli uomini mortali sotto il tuo pendolo
è tenuta; la tua potenza dà e porta via!
Felici sono coloro che del tuo soave favore si alimentano;
tutte le innumerevoli cose intorno a loro crescono e fioriscono.
Per loro perdura la vita del campo,
il suo raccolto, e il loro prodotto del bestiame
aumenta di molto, e la loro casa è riempita con ricchezza.
Onorevoli dimore in splendide e libere città,
la casa di amorevoli donne;
i loro figli esultano nella loro nuova allegria giovanile,
e le loro fresche figlie libere dalle preoccupazioni o tristezze,
danzano con fiori intrecciati e canzoni felici,
sui fiori teneri tra i prati,
saltano intorno spensierate… tali delizie grazie a te
ci sono date, ricca Potente, riverita divinità.
Madre di Dei, tu Moglie di cieli stellati,
addio! Sii tu propizia, e sia data
una vita felice per queste breve melodia.
Né te né altre canzoni siano dimenticate.”
(Inno omerico)
Quello del femminile associato al divino, è un tema che ci riporta ai Cicli del Tempo piuttosto che alla sua linearità. Nello stesso atto di analizzarlo, infatti, è necessario scendere nelle radici più profonde del più lontano passato, e intraprendere da lì un cammino che attraversa il nostro presente, per confluire in un futuro che a sua volta sembra rituffarsi nel Mistero delle origini… .
Quello stesso Mistero che ammanta l’inizio della nostra ricerca, perduto nella “notte dei tempi”. Sembra, in effetti, che l’intera storia del genere umano sia stata, e sia ancora oggi, un Unico Grande Ciclo, il più grande, più grande di quanto avessimo potuto immaginare; un Ciclo Cosmico che richiama il potere autorigenerante dell’universo stesso, il senso dell’Ouroboros, così come quello di molti altri simboli legati da sempre al “culto delle origini”, riconducibile, da epoche paleolitiche, alla Dea. Un Ciclo che è matrice di tutti gli altri insomma, e che li contiene tutti.
Le attuali tematiche ri-sollevate circa il Graal (rappresentazione del grembo femminile e di uno stato coscienziale in cui l’uomo torna alla simbiosi con il Cosmo), le più recenti scoperte scientifiche circa la reale natura del nucleo terrestre (si leggano a tal proposito i resoconti di Giuliana Conforto sul “Sole Interno” e “Universo Organico”), i più grandi eventi astrologici su scala mondiale, e le questioni ambientali, stanno ponendo l’accento su una riveduta dell’intero materiale conosciuto in materia, patrimonio dell’umanità, di molti elementi finora ignorati, travisati, sottovalutati o occultati dal sapere ufficiale. Tutti i culti antichi sembrano derivare da un archetipo comune e indifferenziato che è l’Ouroboro, serpente circolare con la sua stessa coda tra le fauci, da cui poi vennero
estrapolati appunto i culti della “Grande Madre” (dapprima) e del “Grande Padre” (dopo).
Reperti di divinità femminee dalle caratteristiche soli-lunari sono stati ritrovati soprattutto nella vecchia Europa (non ultimi quelli raffiguranti la dea Belisama, nei pressi di Milano), e tutte le figure femminili risalenti a circa 30.000 anni fa, ritrovate in una zona molto vasta che va dai Pirenei al lago Bajkal, sembrano essere rappresentazioni della dea madre Terra, venerata uniformemente un po’ in tutto il mondo conosciuto.
Scrive al riguardo Ed Fitch, autore neopagano: “La tradizione tramanda che i nostri antichi progenitori adorassero la Dea o Grande Madre, in floride e popolose città il cui nome è dimenticato da migliaia di anni, e in terre ricche di maestose e verdeggianti montagne e dorate pianure inghiottite dalle acque molte ere fa. Ciò malgrado in questi luoghi, città e foreste, hanno vissuto, lavorato, danzato e sorriso uomini e donne, l’eredità del cui sangue ancora scorre nelle nostre vene. La tradizione magica, è senz’altro antica quanto l’umanità e così intessuta intimamente alla sua natura da costituire parte di
quell’attributo chiamato “umano”. Tutto a tal punto che persino coloro fra i nostri contemporanei
che non hanno neppure la più pallida idea di che cosa sia ciò che viene definito “magia”, vivono ignari di perpetuare i sacri riti della nascita, dell’amore e della morte. Senza saperlo anch’essi partecipano, in senso lato, della magia quando una foresta calda e radiosa li accoglie, o impauriti, avvertono la devastante potenza di un lampo, o sconcertati, dopo aver assistito a strani eventi in una magica notte di Luna, il giorno seguente si preoccupano di rinnegare ciò che hanno visto con i loro stessi occhi.”
Quello della dea come Madre, in effetti, è sicuramente il culto più antico. Le popolazioni primitive alle prime armi con l’agricoltura, adoravano in una Grande Madre-Universo il principio rigeneratore dello stesso. Ella era infatti partenogenica, cioè in grado di rigenerarsi da sé stessa, e questo era il massimo della potenza. In lei rientravano poteri e caratteristiche anche antitetici, propri dell’originario archetipo dell’Ouroboro insediatosi nella coscienza (residui di tale religiosità sono rimasti nel Taoismo); la Madre si presentava luminosa e amorevole, in grado di accogliere tutti i suoi figli
e gli organismi viventi, accudendoli e sostentandoli fino alla morte, vista, quest’ultima, come un mero e indifferenziato momento necessario alla rinascita, ma era anche detentrice di forze più propriamente “oscure” e misteriose, associate all’inconscio.
Questo carattere più ombroso e temibile lo assunse progressivamente, in linea con il processo di antropomorfizzazione della divinità. Prima era il divino a manifestarsi attraverso l’umano e a dover essere evocato per questo, poi, gradualmente, la dimensione umana cominciava ad essere la protagonista, e anche le varie forme di ritualità e cerimonie sacre avevano la funzione di “riprodurre” la dimensione divina: cioè, un determinato atto veniva compiuto con la convinzione che avrebbe “riecheggiato” nelle dimensioni incorporee ingraziandosi così l’ottenimento di un determinato effetto, la realizzazione di un’umana volontà o intenzione, e quindi, in un certo senso, di avere il controllo del divino stesso.
Sul principio la dea, pur rimanendo Una, si spezzettò nella forma trina di fanciulla, donna gravida e anziana (Blodewudd-Rhiannon-Ceredwen per i celti, Ecate-Demetra-Persefone per i greci, Freya-Erda-Eolie per i germanici… ), a simboleggiare i cicli della natura e della luna, e ad essa vennero attribuiti simboli specifici come le acque, il serpente, la rana, la rosa, il cigno, il cerchio, la coppa, le grotte, e tanti altri. Questo perché quando le comunità primitive divennero stanziali, dovettero fare i conti con i ritmi della terra, non sempre favorevoli per loro. Specialmente nelle zone più aride, gli uomini dovevano lavorare duramente per produrre qualcosa, per sopravvivere, e così, in un arco di tempo variabile a seconda delle località, il culto della Madre andò via via frammentandosi in una moltitudine di Dee e figure mitologiche femminili (le Amazzoni, le Moire, le Erinni, le Furie… ) che incarnavano questi aspetti più o meno dominabili della natura come della psiche. In questa estrema frammentazione-mescolanza si fusero l’umano con il divino (si pensi agli “eroi”, nati dall’unione di umani con gli Dei) e il maschile con il femminile… .
Nella mitologia e nelle leggende, dimensioni sempre più codificate della verità, personaggi divini o semidivini, maschili e femminili, si contendevano, si sovrapponevano, si univano, con attributi e significati diversi, fino a che da questo Caos non ne emerse un ordine nuovo, basato su una concezione della vita e dell’esistenza di tipo “virile”, patriarcale, denotando una coscienza rivolta ormai verso il dominio sull’ambiente e l’affermazione dell’io. Figure mitologiche o divinità maschili ereditarono molti dei connotati del culto precedente, compresi i suoi simboli, e tutto mosse gradualmente verso la concezione e la credenza di un Dio Unico, un “Grande Padre”, proprio di tutte le religioni monoteistiche.
Le figure femminili, tuttavia, continuarono ad essere presenti in tutto il mondo, appena sotto il velo dell’ “ufficialità”, ammantate nei loro panni di Mistero, e conosciute con nomi diversi. Ciò che avvenne è che esse furono sempre più spogliate dei loro attributi misteriosi e ancestrali, della loro potenza, “mondate” da tutto ciò che appariva ombroso e sconosciuto, e messe al servizio del maschile sottoforma di Vergini-Madri o Vergini soltanto, con la sola funzione di simulacro del Dio e grembo “necessario” alla sua generazione. La figura della Vergine, dunque, non è altro che il culto della Dea, che attraverso i secoli, i millenni e le difficoltà, è giunto fino a noi, conservando ufficialmente i suoi soli caratteri “luminosi e manifesti”.
Con l’avvento della Chiesa cattolica, questo processo di esclusione-purificazione del culto femminile legato alla Dea, così come quello di tutti i culti pagani che ad essa riportavano, raggiunse il suo culmine. Eppure, oltre ogni tentativo di occultamento, il lato femminile del divino si era già insediato profondamente anche nella religione cristiana stessa, nella figura di Maria, che continuava a presentare, come suo appannaggio, simboli tradizionali (si pensi al “rosario”, alle innumerevoli acque sorgive e fonti associate a lei, e al serpente, che compare ancora nella maggior parte delle raffigurazioni sacre, sebbene ai suoi piedi). Attualmente, tra le altre cose, si sta rivalutando l’interpretazione dei testi sacri, e studiando i cosiddetti “vangeli apocrifi”, che ci forniscono una visione nuova di Maria Maddalena, del femminile, di Maria stessa, madre di Cristo, un’interpretazione diversa della vita e della verità riguardo a tutto, che forse non avevamo tenuto nella giusta considerazione, che forse non sospettavamo perché ci era stata volutamente tenuta nascosta, sotto i fumi di una società improntata al patriarcalismo e al maschilismo, che seguiva solo le vie della ragione, solo una parte delle vie della Mente.
Forse la figura della Vergine incarna proprio, aldilà di ogni più o meno conscia intenzione, quel potere autorigenerativo dell’Universo che si voleva sotterrare per sempre, e simboleggia davvero l’inizio di una Nuova Era, di una nuova fase: il tragitto di Ritorno a Noi stessi.
Adesso che le numerose teorie, intuizioni, ipotesi, profezie e scoperte, scientifiche e non, portano addirittura alla rivisitazione di miti come quello di Agarthi e della Terra Cava, che cosa succederà?… Stiamo davvero tornando a quella Sostanza primordiale che ci ha generato e che ci costituisce?
Tutto fa pensare di sì.
Dobbiamo dunque rivalutare tutte le nostre conoscenze, ed essere pronti a tutto, perché ciò che ancora Mai non avevamo conosciuto, sembra stare per manifestarsi.
Vivix-Astralia
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sabato, 10 febbraio 2007
alle 00:03 Ithilel ha sussurrato alla luna
commenti (7)
Imbolc
(31 Gennaio - 2 febbraio )
Imbolc, chiamata anche Imbolg o Oimelc, è una delle quattro feste stagionali celtiche legate al ciclo agricolo-pastorale. Il nome Imbolc sembra significhi "grande pioggia", mentre Oimelc significa "nel grembo". L'etimologia come sempre ci aiuta a decodificare l'antico significato di questa celebrazione: da una parte abbiamo la purificazione dopo il lungo periodo di energie immobili e stagnanti dell'inverno; dall'altra, questa stagione è contrassegnata dalla nascita degli agnelli.
Imbolc cade infatti il 2 febbraio, nel bel mezzo dei rigori e dell'oscurità invernale. Questo era il periodo in cui ci si ammalava delle terribili febbri polmonari che decimavano soprattutto bambini e vecchi e le risorse alimentari dell'inverno cominciavano a scarseggiare
pericolosamente. Pensate con quale sollievo dovevano essere accolti i primi segni della primavera e soprattutto la nascita degli agnelli, con la conseguente abbondanza di latte e formaggi freschi.
Imbolc segna la fine dell'inverno e la lenta rinascita della natura che culminerà in maggio con Beltane.. L'oscurità tocca il suo picco maggiore, l'energia raggiunge il minimo nel suo percorso di discesa nelle profondità della terra e proprio in questo momento inverte il suo cammino e ricomincia a salire, a portarsi verso l'esterno, favorendo la rinascita e la crescita.
Presso i celti , questa celebrazione era dedicata a Brigit, triplice dea figlia del Dagda, il cui nome prende origine dalla radice breo che significa fuoco. Brigit è patrona del sacro fuoco inteso in senso sia fisico sia
spirituale: fuoco della creazione delle fucine e degli artigiani che lavorano i metalli, fuoco di guarigione,energia risanatrice, e infine fuoco interiore dell'ispirazione poetica.
Brigit è infatti signora dei fabbri e degli artigiani, dei guaritori e delle levatrici in particolare, e dei poeti.
Il periodo di Imbolc è quindi contrassegnato del simbolismo del fuoco inteso sia come energia rinnovatrice ed ispiratrice, sia come elemento di purificazione. Infatti , un altro elemento fortemente connesso a questo Portale è l'acqua, in relazione al suo legame con la purificazione e con il grembo
materno. Molte sorgenti erano dedicate a Brigit ed erano ritenuti luoghi di guarigione e di fertilità presso le quali le donne si recavano per chiedere di rimanere incinte o di avere un parto facile. Ancora oggi, sui rami degli alberi situati nei pressi di antiche fonti, in Irlanda, è possibile vedere legati dei piccoli nastri di stoffa simboleggianti le preghiere dei pellegrini.
Imboc è la festa delle donne, della nascita e della rinascita, dei misteri del parto. Festa di purificazione e di luce dedicata alla Vecchia che si trasforma magicamente nella Fanciulla.
Quante volte nelle fiabe avete letto di un cavaliere che bacia una vecchia megera e la trasforma in una bellissima fanciulla? Altro non si tratta se non di una metafora della trasformazione dell'inverno nella primavera, nell'eterno ciclo della vita.
In Irlanda e nel Galles, è ancora tradizione preparare delle bambole di spighe con i resti del raccolto dell'anno precedente: le bambole sono un feticcio che rappresenta lo spirito della Madre del Grano.
Esse vengono poste in cestini e a volte anche rivestite con abitini leggiadri, e accanto a loro viene deposto un ramo di forma fallica, in un rituale di magia simpatica atto a richiamare il potere fertilizzante maschile sulla terra. Sempre in Irlanda è tradizione preparare degli amuleti con le spighe dell'ultimo raccolto: si tratta di croci a quattro braccia di uguale lunghezza che vengono talvolta denominate "croci di Brigit".
Esse sono un potente simbolo solare e hanno funzione protettiva e di buon augurio. In seguito all'avvento del cristianesimo,
Brigit è diventata santa Brigida di Kildare, badessa del monastero dove fino al 1600 è stato ininterrottamente mantenuto acceso un fuoco sacro vegliato da 19 monache. Difficile non notare la somiglianza con le figure delle Vestali del mondo classico, o il significato magico del numero 19 che richiama il ciclo metodico: 19 sono gli anni necessari perché nello stesso giorno solare, la luna si trovi esattamente nella stessa posizione. E infine, non sarà un caso se il nome Kildare significa tempio della
quercia . La figura di Brigit si confonde poi anche con un'altra santa Brigida, che si dice sia stata la nutrice di cristo.
Così, anche l'antica festa pagana di Imbolc è stata cristianizzata e trasformata nella Candelora, o Candlemas per i paesi anglosassoni: la festa delle candele, durante la quale le candele vengono portate in processione e benedette, il giorno in cui le donne si recavano in chiesa per ricevere la purificazione e la benedizione dopo aver partorito. La festa di Brigida.
Anche nel mondo classico, febbraio era il mese del fuoco e della rinascita: a Roma si celebravano i Lupercali, un'antica festa pagana durante la quale i sacerdoti di Fauno correvano per la città coperti solo di pelli di capra brandendo sottili bastoni con i quali battevano simbolicamente le giovani fanciulle per favorirne la fertilità ed il concepimento. Inoltre, sempre a Roma venivano fatte lunghe processioni con candele accese in onore di Februa o Giunone Februata. In latino "februare" significa "purificare", da cui deriva il nome del mese di febbraio, che è quindi,mese delle purificazioni.
Februa era la dea romana della primavera e le candele simboleggiavano il ritorno della luce e del calore del sole. Come possiamo notare, dunque, i riutali di febbraio erano presenti in diverse culture indipendenti fra loro, con il medesimo significato, forse retaggio di un antichissimo archetipo e di riti celebrati agli albori dei tempi, quando l'uomo era tutt'uno con i cicli della natura.
Simboli di Imbolc sono il bucaneve, il primo fiore a spuntare annunciando l'atteso ritorno della primavera; il serpente, simbolo delle energie telluriche che tornano in superficie; ed il fuoco. E' interessante, a proposito della simbologia del serpente, notare come esso fosse salutato come il primo segnale del ritorno della bella stagione: quando il serpente usciva dalla tana significava che la primavera era davvero vicina.
A Imbolc, festa della luce che cresce e della fanciulla primavera, la voce antica di Brigit continua a chiamare le sue figlie, risvegliando in loro l'antico fuoco sacro delle donne: fuoco di creazione, guarigione e ispirazione, il divino Awen che colma il nostro spirito della presenza del divino.
Destiny Caillean
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Felice festa del Sacro Fuoco
giovedì, 01 febbraio 2007
alle 21:52 Ithilel ha sussurrato alla luna
commenti (3)
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Lunatique
" Un passo per la Luna vecchia, (Davide Van De Sfroos) .::Frammenti::.
Adore me
sembrarti indecente parlarti all'orecchio dicendoti niente Trattami come se fossi una Dea Trattami come se fossi una Dea Una bambina impertinente Una bambina impertinente " (Bambina Impertinente - Carmen Consoli)
ninfa.impertinente@gmail.com ninfa.impertinente@hotmail.it
Ithilel@splinder.com
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www.madredea.comBattiti d'ali
![]() Io, Strega
(Ithilel - Pagana )
Danza di Luna
CURRENT MOON "Gobba a levante Luna Calante, Goba a Ponente,
Luna crescente" Novilunio - Anziana:
Luna di Maggio - Luna dei Fiori 19-20-21 Maggio La Sacra Ruota
" Quattro volte l'anno, con Samhain, Imbolc,
Sabbat: Samhain (31 ottobre); Segue
Yule, il Solstizio d' Inverno (21 dicembre); Imbolic (2 frebbraio);
Ostara, Equinozio di primavera (21 marzo); Beltane (30 aprile); Litha,
Solstizio d'Estate (21 giugno); Lughnassadh ( 1° Agosto); Mabon, Equinozio
d'autunno (21 settembre)
Esbat: Luna del Lupo (Gennaio),Luna
di Ghiaccio (Febbraio), Luna del Seme (Marzo), Luna della Lepre (Aprile)
Luna dei Fiori (Maggio), Luna dell'Idromele (Giugno), Luna delle Erbe
(Luglio), Luna del Grano (Agosto), Luna del Raccolto (Settembre), Luna
di Sangue (Ottobre), Luna Matta (Novembre), Luna di Quercia (Dicembre),
Luna Blu (Variabile)
Mela?
" Come una dolce mela rosseggia alta sul ramo più alto: non l'hanno vista i coglitori". "Oh, si, l'hanno vista, ma non hanno potuto raggiungerla". (Saffo) " La Donna, nel paradiso terrestre, ha morso il frutto dell'albero della conoscenza dieci minuti prima dell'uomo: da allora ha sempre conservato quei dieci minuti di vantaggio." (Alphonse Karr) " Spesso la Donna è cuoca in salotto, puttana in cucina e signora a letto." (E. Flaiano) " Dagli occhi delle Donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo." (W. Shakespeare) " Non si nasce Donne: si diventa." (Simone de Beauvoir) " E' incredibile come un bipede di genere femminile possa ridurre un uomo." (Totò - "Ogni limite ha una pazienza") " Le Donne non sono sufficientemente alla pari con gli uomini, così dobbiamo renderci indispensabili. Dopo tutto, abbiamo l'arma più grande nelle nostre mani: siamo donne." (Maria Callas) " Oh! cuor di tigre nella pelle d'una Donna " (W. Shakespeare) " Le Donne ed i Gatti faranno ciò che vogliono, gli uomini ed i cani dovrebbero rilassarsi ed abituarsi all'idea " (R. A. Heinlein) " Ma io come Giuda sò vendermi nuda, la strada conosco attirarti nel bosco " (Fiorella Mannoia - Caffè nero bollente) Feel in feline
" Leghiamo nastrini colorati intorno ai loro colli o piccoli campanelli tintinnanti e pensiamo che siano dolci e insulsi. E' un'illusione curiosa poichè il gatto è un animale salvaggio come nessun altro al mondo. " ( Alan Devoe ) " Vede un uccello, emette un suono curioso, si appiattisce, striscia come un serpente, corre senza badare dove mette i piedi. I suoi occhi iniziano a danzare. " ( Emily Dickinson ) "Il gatto è stato descritto come l'animale perfetto. l'acme della perfezione muscolare e l'esempio supremo nel regno animale di coordinazione tra mente e muscoli." ( Roseanne Ambrose-Brown ) " Ogni seduzione è felina. Come se le apparenze si mettessero a funzionare da sole ed a concentrarsi senza fatica." ( J. Baudrillard ) "Ho visto un gatto bellissimo. Era seduto con le zampe anteriori appaiate. Poi si è completamente avvolto nella propria coda formando un cerchio perfetto." ( Anne Morrow Lindbergh ) " Agli occhi dei gatti tutto appartiene ai gatti." ( Proverbio Inglese ) " Come quell' enormi sfingi distese per l'eternità in nobile posa nel deserto sabbio, essi scrutano il nulla senza curiosità, calmi e saggi. " ( Charles Baudelaire ) " Dormi, dormi, gatto notturno con i tuoi riti di vescovo ed i tuoi baffi di pietra: ordina tutti i nostri sogni. " ( Pablo Neruda ) " Il tempo del gatto è perfetto, si allarga e si stringe come la sua pupilla, concentrico e centripeto, senza precipitare in alcun affannoso stillicidio." ( Claudio Magris ) " Il gatto che va costantemente solo e un luogo per lui equivale a un altro, e se guardi bene la notte potrai vederlo camminare, coda al vento, solo nella sua selvaggia solitudine, giusto come ha sempre fatto. " ( Rudyard Kipling ) " Il gatto è sicuro di sé, non attende niente e non dipende da nessuno, si basta. " ( Claudio Magris ) What's in my bag??!
On my Desk
Shhhh... ascoltami
Voci nel silenzio. Confuse. Resto muta. Inerme. Cosa senti? Categorie
Incisi nella memoria
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Foglie sparse...
Dal Settenbre del 2004 sono corsi fin qui: *loading* Bianconigli
bisbigliando:
Adrjana in Signora: Lo spirito ... ![]() LinkMe
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Grazie a...
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